
Descrizione
Il lebbrosario di Abu Zaabal, a nord-est del Cairo, dove le missionarie comboniane ed elisabettine offrono da decenni cura, sostegno e amore, è il cuore di questo libro di testimonianza e umanità. Tra dolore e speranza, i malati di lebbra raccontano le loro vite. Un racconto intenso di solidarietà, coraggio e dignità, capace di toccare il lettore nel profondo.
Dettagli
Autore: Sandra Manzella
Editore: EDB
Collana: Lapislazzuli
Anno edizione: 2020
Pagine: 176
ISBN 978-88-10-559633-5
Sandra Manzella è autrice del libro L’Oasi delle Rose. Il lebbrosario del Cairo, pubblicato per i tipi delle Edizioni Dehoniane di Bologna (Bologna 2020). Docente di lingua Inglese e scrittrice, è interessata al dialogo interreligioso e a temi storici e sociali del Vicino Oriente. Giordano Cavallari ha raccolto le sue risposte ad alcune domande sul volume recentemente uscito.
Intervista a Sandra Manzella: presto uscira il suo nuovo volume «Loasi delle rose»(Dehoniane), dedicato a un lebbrosario che si trova in Egitto, a 40 chilometri dal Cairo.
Un libro lieve che già dalla copertina e dal titolo rivela la delicatezza del contenuto. La sofferenza che avvolge la lebbra, con il suo atavico alone di maledizione e la sua realtà di corpi shi-gurati e di emarginazionesociale, non si presta a letture leggere, ma Sandra Manzella, insegnante di lingua inglese e appassionata di archeologia biblica e di dialogo interreligioso, condensa in queste pagine storie drammatiche e gesti di squisita umanità. Ci prende per mano e, in compagnia delle suore che dagli anni Ottanta hanno rigenerato il lebbrosario di Abu Zaabal, Funico ancora operativo in Egitto, ci fa incontrare donne e uomini che la lebbra ha sfigurato ma non reso inermi. Un omaggio a loro e alle suore: comboniane ed elisabettine, portate al lebbrosano da una suora vincenziana,anticipazione di iniziative intercongregazionali oggi abbastanza diffuse. Dedicato a suor Attilia Dall'Armi, comboniana sorridente che nel 2004 invitò l'autrice a visitare per la prima volta il lebbro-sario, il libro è pervaso dalla vivacità di un'altra comboniana, Vincenza Sellan, che adorna i padiglioni con piante e fiori. Un omaggio alla rete di solidarietà internazionale e locale che ha trasformato Abu Zaabal, obbrobrio fetido di disperazione e abbandono, in unoasi di profumata dignità; unoasi di rose. E speriamo che rimanga tale anche senza le missionarie, che dal 2019 si sono ritirate "per raggiunti limiti di età".
Il lebbrosario di Abu Zaabal, vicino al Cairo, è una struttura governativa animata dalle suore missionarie comboniane e dai volontari che le suportano. Nel libro L'Oasi dele Rose (ed. Dehoniane) Sandra Manzella ricostruisce la storia del lebbrosario ascoltando le voci delle suore che lo hanno aperto (ultranovantenni, che ora vivono ad Alessandria d'Egitto) e quelle dei malati. La prefazione è del dottor Renato Bottura, sensibile alle situazioni di fragilità. In attesa che riaprano le librerie, il libro si può ordinare su www. dehoniane.com. Parte del ricavato andra al lebbrosario e parte alle missionarie comboniane.
LE SUORE MISSIONARIE AL CAIRO TRA GIOIA E DISPERAZIONE Lebbrosario.
Sandra Manzella conosce il Vicino Oriente ed è impegnata nel dialogo interreligioso. Pubblica L'Oasi delle Rose. il lebbrosario del Cairo (Edb, pagg. 176, € 15). Narra le vicende di un microcosmo in cui convivonodisperazione e gioia e dove le suore missionarie comboniane ed elisabettine recano da decenni aiuto e conforto. È il racconto delle emozioni suscitate dall'incontro con i malati. Piccoli episodi di quotidianità s'intrecciano alle vicende personali, si scoprono storie e realtà che non S'immaginano. E un mondo doloroso e difficile, ma pieno di amore, di gesti solidali. Le voci delle primemissionarie testimoniano le difficoltà degli inizi e gli atti di generosita, che come un positivo contagio hanno permesso la costruzione di alloggi accoglienti, sale operatorie, laboratori di protesi, attivando una rete di volontari disposti a donare il proprio tempo.
"L'oasi delle rose" di Sandra Manzella, EDB. C @sandra.manzella Verrebbe spontaneo chiedersi a chi può interessare leggere un libro che tratti un argomento così difficile, emotivamente parlando. Vista la situazione pesante che stiamo vivendo in Italia e nel mondo, preferibilmente ci si accosta a letture più leggere per poter distogliere il pensiero da ciò che tanto ci preoccupa. Eppure vi assicuro che entrare in una realtà come quella di Abu Zaabal, anche se solo attraverso le righe di questo documentario cartaceo, rende più accettabile anche la nostra vita di tutti i giorni, perché fa capire che può nascere qualcosa di bello anche in mezzo alla sofferenza, se si riesce a guardare oltre noi stessi.
Sandra Manzella questo di sicuro l'ha compreso, visto l'entusiasmo con cui parla di questa oasi di luce in mezzo al deserto nella quale si è recata di persona diverse volte.
Servendosi di una scrittura semplice e scorrevole e dell'ausilio di diverse fotografie, in queste pagine descrive alla pertezione gli edifici che compongono la struttura sanitaria, le migliorie che ad essi sono state apportate col passare degli anni, tutta la macchina di beneficenza che si è attivata per renderli autonomi, confortevoli funzionali e efficienti.
Ma quello che più mi ha colpito, leggendo, non è stata la messa in posa dei mattoni di argilla, il lavoro encomiabile che ha reso quel luogo sperduto in mezzo alla sabbia un punto di riferimento per la popolazione del Cairo; quello che veramente ha toccato le corde più nascoste della mia anima sono i mattoni invisibili che delle semplici donne, prive di tutto ma non dell'entusiasmo e della voglia di aiutare il prossimo, hanno impilato con costanza e dedizione spinte da una forza più grande di loro che le ha portate a mettere in gioco la loro stessa vita […].
Sandra Manzella, veronese di nascita ma mantovana di residenza, docente di lingua inglese, è l'autrice del libro "L'Oasi delle Rose. Il lebbrosario del Cairo" che si legga particolarmente a Verona per le protagoniste della storia, le missionarie comboniane, oltre che per la sede principale proprio in città.
L'UNICO lebbrosario d'Egittoè ad Abu Zaabal, vicino al Cairo. Pochi sanno della sua esistenza, e chi lo conosce preferisce non nominarlo. La scrittrice Sandra Manzella ci è entrata più volte negli ultimi dieci anni e dalla sua esperienza è nato il libro-reportage L'Oasi delle Rose. Oggi la lebbra si cura con la Mdt (Multidrug therapy): dopo il trattamento, che dura uno o due anni, i malati non sono più contagiosi, pur restando sfigurati. Tra loro c'è Sayeda, che è stata abbandonata dal marito. Asmah, sei anni, che non riceve più notizie da sua madre. Mohamed, che ha scoperto di essere malato poco dopo la laurea, ma una sera, durante una festa nella sezione femminile, si è innamorato di Nour. E poi ci sono le missionarie elisabettine e comboniane, che hanno reso il lebbrosario un ospedale moderno e pieno di fiori.
Sandra Manzella è autrice del libro. L'Oasi delle Rose. II lebbrosario del Cairo, pubblicato per i tipi delle Edizioni Dehoniane di Bologna (Bologna 2020). Docente di lingua Inglese e scrittrice, è interessata al dialogo interreligioso e a temi storici e sociali del Vicino Oriente. Giordano Cavallari ha raccolto le sue risposte ad alcune domande sul volume recentemente uscito.