
«Un’intera civiltà sarà distrutta», sono le parole di Donald Trump, quelle che hanno accompagnato il momento in cui il mondo ha tenuto il fiato sospeso, nella notte del 7 aprile, alle ore 2 del mattino in Italia – ore 22 a Washington. Ma poi, poco prima dello scadere dell’ultimatum, l’annuncio: la tregua, la fragile tregua ancor oggi in atto. E allora la vita, In Israele, è cambiata all’improvviso.
Quali riflessioni arrivano da chi ha vissuto sulla sua pelle quei lunghi, terribili giorni? Com’è stata vissuta la quotidianità durante il mese di guerra e com’è in questi giorni? Raccolgo qui i racconti di tre amiche e di un amico di varia provenienza ed esperienza, voci già ascoltate in precedenti circostanze
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