
Dedicato a Domenico Cavaliere e a Nicolò Barretta
A Napoli ho imparato che...
- che il portafoglio è anche una pizza
- che nei taralli ci sono le mandorle
- che sì, è vero, alcuni ragazzini di 12 anni gimkanano senza casco in motorino lungo i vicoli
- che girato ogni angolo della città vecchia ti imbatti in una chiesa, in un campanile, nel portone di un palazzo del '400, in qualcuno che suona, in qualcuno che canta e in qualcuno che vende le sfogliatelle
- che i giovani volontari di Respiriamo Arte Aps donano conoscenze e tempo per valorizzare la loro città
- che una sirena è sepolta in una chiesa
- che esiste un teschio con le orecchie
- che se le "capuzzelle" di santa Luciella non stanno ai patti e non esauriscono i tuoi desideri, basta girarle contro il muro
- che se ti spariscono degli oggetti in casa è stato il monacello
- che il cornetto rosso deve essere bagnato col sangue della mano sinistra per poterti "riconoscere", altrimenti non funziona e non porta fortuna, anzi...
- che oltre a san Gennaro ci sono 52 santi protettori, tra cui santa Patrizia, il cui sangue si liquefà di martedì (giorno dedicato alla sua venerazione),mentre le grazie alla Madonna del Carmine vanno chieste di mercoledì
- che al banchetto dell' Università della Strada puoi ottenere un certificato di laurea in tre minuti
- che è inutile prendere le versioni mignon di taralli, sfogliatelle, zeppole e graffe, perché sono talmente buone che ne mangi almeno due, quindi la quantità di calorie è comunque la stessa
- che solo qui puoi comprare orecchini con il cornetto rosso o a forma di ex voto
- che la pizza fritta si mangia a qualunque ora, da dopo colazione (cioè dopo aver fatto colazione) a dopo cena (cioè dopo aver cenato)
- che l'unico modo di digerire la suddetta pizza fritta è quello di bere del "limoncello spritz"
- che dopo aver bevuto il suddetto "limoncello spritz" è difficile trovare il palazzo con le opere di Caravaggio
- che il dialetto napoletano proprio no, non lo capisci se abiti sopra il fiume Po
- che è inutile fare piani su piani per visitare la città, perché succedono continuamente imprevisti che ti fanno fare esperienze migliori di quelle a cui pensavi tu
- che trovi il ritratto di zia Esterina, regina della pizza fritta, accanto a quello di san Gennaro, re dei miracoli, ma capisci che san Gennaro merita infinitamente più riguardo, perché ha una cornice luminosa.
Napoli, città pazzesca, viva, da amare.