

Il Patronage di fianco alla basilica cattolica Notre Dame di Heliopolis è il punto d’incontro della comunità cristiana cattolica al Cairo.
Temi e controversie religiose fanno parte delle conversazioni quotidiane, perché la diversità religiosa permea ogni aspetto della vita. Vicini di casa, compagni di scuola, amici, conoscenti di diverse confessioni cristiane e musulmani hanno abitudini diverse, cibo diverso, abiti e tempi diversi che si condividono. Mondi si incontrano e si scontrano. Un problema sentito è quello dei matrimoni misti: le donne musulmane non possono sposare uomini di altre religioni, mentre ai maschi è permesso. A questo sono connesse altre situazioni scottanti come i matrimoni poligamici, l’educazione dei figli, i divorzi.
Al Cairo, l’Università teologica di Al Azar ha fondato un gruppo per il confronto interreligioso; importante è anche Istituto Domenicano di Studi Orientali, che da più di 60 anni promuove il dialogo islamo-cristiano. Al di là delle istituzioni e degli studiosi, però, l’incontro privilegiato resta quello delle persone nelle varie situazioni di vita, nonostante le difficoltà di conciliare credenze profonde, princìpi e realtà quotidiane.
Le missionarie comboniane che servono al lebbrosario del Cairo ne sono un ottimo esempio. Nella malattia non contano le divisioni culturali o religiose, ma gli esseri umani in quanto persone con piena dignità di vivere. Le suore lavorano insieme a personale medico cristiano e musulmano, i malati convivono con le loro tradizioni, accettano le differenze, condividono speranze e sofferenze.
